Lirica Ucraina
Il cinema si conferma ancora una volta uno strumento indispensabile per leggere la complessità della storia contemporanea. Arriva sugli schermi “Lirica Ucraina”, l’atteso documentario firmato dalla giornalista e scrittrice Francesca Mannocchi, prodotto da Fandango in collaborazione con Rai Cinema.
Dopo il successo ottenuto alla Festa del Cinema di Roma 2024 nella sezione Special Screenings, l’opera si propone di raccontare il conflitto ucraino lontano dai fragori della cronaca quotidiana, cercando una chiave di lettura più intima e profonda.
Il circolo ARCI UCCA di Salerno lo trasmetterà giovedì 23 aprile alle 20.30 al teatro Portacatena. Ingresso Libero.
Un Racconto tra Bellezza e Distruzione
Il titolo stesso, “Lirica Ucraina”, suggerisce un contrasto stridente e necessario. La narrazione di Francesca Mannocchi, scritta insieme a Daniela Mustica, non si ferma alla superficie della distruzione bellica, ma esplora la resilienza di un popolo e la persistenza dell’umanità anche sotto il peso dell’occupazione.
L’immagine della locandina — un campo di girasoli secchi e bruciati sovrastato dall’ombra di un carro armato — sintetizza perfettamente il cuore del documentario: la natura e la vita quotidiana che vengono violentemente deformate dalla guerra.
Eccellenze Tecniche e Produttive
Il documentario vanta un comparto tecnico di altissimo profilo che contribuisce a creare un’atmosfera carica di tensione emotiva:
- Musiche originali: Composte da IOSONOUNCANE, capace di tradurre in suoni il vuoto e l’attesa dei territori di confine.
- Montaggio: A cura di Daniela Mustica.
- Produzione: Firmata da Domenico Procacci e Laura Paolucci.
Perché Vederlo
“Lirica Ucraina” non è solo un reportage di guerra, ma una riflessione filosofica e visiva su cosa resti dell’essere umano quando il paesaggio intorno a lui muta in un teatro di battaglia. Grazie alla distribuzione Fandango, l’opera di Mannocchi offre al pubblico l’opportunità di fermarsi a riflettere su un conflitto che sta cambiando il volto dell’Europa, utilizzando il linguaggio del cinema per andare “oltre il fronte”.