Iniziative ETS

Marwan Barghouti

Venerdì 17 aprile 2026, Salerno ospiterà un importante appuntamento di sensibilizzazione e approfondimento dedicato alla figura di Marwan Barghouti e alla condizione dei prigionieri palestinesi. L’evento, intitolato “La Resistenza non si condanna a morte”, si terrà a partire dalle ore 17:30 presso il Circolo Mumble Rumble (via V. Loria, 35).

L’iniziativa nasce come risposta civile alla recente approvazione della pena di morte da parte del Parlamento israeliano per i prigionieri accusati di terrorismo, una misura che mette a rischio migliaia di persone che si oppongono all’occupazione della propria terra.

Il programma dell’incontro

La serata prevede un fitto calendario di interventi che spaziano dal cinema alla letteratura, fino alla testimonianza giornalistica:

  • Proiezione Film/Documentario: Sarà proiettato “Tomorrow’s Freedom”, un’opera incentrata sulla storia e la detenzione di Marwan Barghouti.
  • Momento Letterario: Lettura di alcuni brani tratti dal romanzo di Nasser Abu Srour. L’approfondimento vedrà la partecipazione dello scrittore e attore Roberto Lombardi.
  • Approfondimento Giornalistico: Interverrà Bassam Saleh, giornalista e Presidente dell’associazione “Amici dei prigionieri palestinesi”, per offrire una panoramica sulla situazione attuale.

La Mostra: “Donne Palestinesi Ostaggio”

A corredo dell’evento principale, il Circolo Mumble Rumble ospiterà dal 17 al 30 aprile 2026 la mostra fotografica e documentaria “Donne palestinesi ostaggio nelle prigioni di tortura israeliane”. L’esposizione mira a far luce su un aspetto specifico e drammatico della detenzione, portando all’attenzione del pubblico salernitano testimonianze dirette e visive.

Una rete di solidarietà

L’evento è promosso da una vasta rete di associazioni attive nel campo della cultura e dei diritti umani, tra cui:

  • Associazione Marwan
  • Art. Tre
  • Sognare la Pace
  • Associazione Off/Cine
  • Arci Nuova Associazione Mumble Rumble
  • Memoria in Movimento

L’incontro rappresenta un’occasione per la cittadinanza di esercitare il proprio diritto al dissenso e all’informazione critica, rifiutando il silenzio davanti a quello che gli organizzatori definiscono un “terribile arbitrio”.