Cooperazione e decolonialità
Una due giorni di riflessione, analisi e rilancio politico e sociale sui temi caldi della solidarietà internazionale e della pace. Sabato 27 e domenica 28 giugno 2026, la città di Salerno ospiterà l’Assemblea Nazionale 2026 del rinomato movimento pacifista “Un Ponte Per” (UPP).
L’importante assise si terrà in Via Filippo Patella a Salerno e si inserisce con rilievo all’interno del calendario di attività dei “Laboratori di cittadinanza primavera di solidarietà”, promossi e realizzati da Sodalis CSV Salerno, confermando il forte legame tra il tessuto associativo locale e le grandi reti di cooperazione internazionale.
Ponti non muri: le sfide della cooperazione e della decolonialità
L’incontro, programmaticamente intitolato “Cooperazione e decolonialità”, rappresenta un momento cruciale riservato a soci e socie dell’organizzazione per fare il punto sui risultati raggiunti e tracciare le prospettive future. Al centro del dibattito ci sarà la forte volontà di rilanciare attività e campagne globali, partendo da un tema sempre più urgente: il percorso di decolonizzazione della memoria, del pensiero e delle relazioni internazionali.
Attraverso una fitta agenda di testimonianze dirette, analisi geopolitiche e dibattiti aperti, l’assemblea approfondirà le sfide della cooperazione internazionale all’interno dei complessi contesti di crisi in cui UPP opera quotidianamente. Sotto lo storico slogan “Ponti non muri”, l’associazione riaffermerà il proprio impegno transnazionale che unisce l’Italia a scenari di frontiera complessi come Giordania, Iraq, Kosovo, Libano, Palestina, Serbia e Siria, portando avanti il messaggio cardine che “La solidarietà non si arresta”.
Un’occasione di crescita per la cittadinanza attiva
La scelta di Salerno come sede dell’Assemblea Nazionale 2026, grazie alla sinergia con i Laboratori di cittadinanza di Sodalis CSV Salerno, offre una straordinaria opportunità per valorizzare la cultura della pace, della giustizia e della solidarietà internazionale sul territorio provinciale. Un’occasione per ribadire che la costruzione di un mondo senza guerre e barriere parte proprio dal protagonismo delle comunità locali e dei cittadini attivi.