Volontariato di squadra ESC
Gli European Universities Games 2026 a Salerno hanno riunito oltre 4.000 persone, tra studenti atleti, ufficiali di gara, organizzatori e volontari provenienti da tutta Europa. Tra loro c’era anche un team affiatato di giovani partecipanti al programma di volontariato di squadra del Corpo Europeo di Solidarietà (ESC), cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato dall’Istituto EUSA in collaborazione con il comitato organizzatore locale e con CSV Salerno Sodalis in qualità di organizzazione ospitante.
Il progetto ha coinvolto 20 giovani volontari provenienti da diversi Paesi europei — Italia, Croazia, Polonia e Slovenia — offrendo loro l’opportunità di contribuire direttamente a uno dei più grandi eventi sportivi universitari d’Europa, sviluppando al contempo nuove competenze e scoprendo le opportunità offerte dall’Unione Europea.
L’attività di volontariato di squadra dell’ESC ha fatto parte e ha supportato il più ampio programma di volontariato dei Giochi, che ha visto la partecipazione di 730 volontari locali e 34 internazionali. I partecipanti sono stati coinvolti fin dalla fase di preparazione fino alla conclusione dell’evento. Il focus è stato posto sulle responsabilità pratiche nell’organizzazione della manifestazione, affiancate anche da attività formative.
Al centro del programma c’è stata l’esperienza sul campo in un grande evento sportivo internazionale. I volontari ESC hanno fornito supporto organizzativo in tutte le 13 discipline sportive previste dal programma degli EUG 2026, comprendendo da vicino come viene realizzato un evento multidisciplinare su scala europea. Tra i loro compiti figuravano l’assistenza nelle sedi di gara e nelle operazioni logistiche, il supporto a partecipanti e spettatori, l’aiuto nei servizi di informazione e comunicazione e il contributo al regolare svolgimento delle attività legate ai Giochi. Lavorare in contesti differenti ha permesso loro di sperimentare i numerosi settori che operano dietro le quinte di un grande evento sportivo.
L’esperienza ha richiesto lavoro di squadra, flessibilità, capacità comunicative e di risoluzione dei problemi. I volontari hanno lavorato a fianco di altri partecipanti locali e internazionali, spesso in situazioni dinamiche e ritmi serrati in cui la cooperazione e l’adattabilità si sono rivelate essenziali.
Sebbene il servizio di volontariato abbia rappresentato il nucleo dell’esperienza, il programma ESC ha anche previsto momenti dedicati all’apprendimento e alla riflessione. Le riunioni di squadra programmate hanno offerto uno spazio di confronto per discutere le esperienze, coordinare le responsabilità, affrontare le criticità e riflettere sulle competenze acquisite, che saranno valorizzate anche nei rispettivi certificati Youthpass. Questi incontri hanno inoltre contribuito a rafforzare il gruppo, unendo partecipanti con background ed esperienze differenti.
Uno dei momenti salienti è stata la tavola rotonda sulle opportunità europee, durante la quale i partecipanti hanno potuto approfondire la conoscenza dei programmi Erasmus+, del Corpo Europeo di Solidarietà e di altre opportunità dedicate ai giovani per fare esperienze internazionali e di volontariato. La sessione si è collegata direttamente con l’esperienza diretta vissuta dai volontari, dimostrando come la mobilità e il volontariato possano contribuire alla crescita personale, allo sviluppo delle competenze e alle future opportunità professionali.
Questa dimensione interculturale rispecchia uno dei benefici centrali del Corpo Europeo di Solidarietà: offrire ai giovani esperienze significative in grado di arricchire il loro percorso personale, formativo e lavorativo, promuovendo al contempo valori di solidarietà e coesione sociale.
Il lavoro svolto durante i Giochi ha rafforzato lo spirito di squadra, la comunicazione, la capacità organizzativa, il senso di responsabilità, l’adattabilità e il problem-solving, fornendo inoltre una panoramica concreta sui ruoli professionali all’interno della gestione dello sport e dei grandi eventi.
L’esperienza ha dimostrato che fare volontariato non significa semplicemente aiutare nella riuscita di un evento, ma è un vero e proprio percorso di apprendimento pratico (learning by doing), sviluppo di competenze, scoperta di nuove opportunità, incontro tra culture diverse e comprensione di come lo sport possa contribuire a un’Europa più inclusiva e connessa.
Qui l’articolo orginale: https://www.eusa.eu/eusa-esc-team-volunteering-at-eug-2026